Esce oggi nelle sale Motherless Brooklyn, il film scritto, diretto e interpretato da Edward Norton presentato alla scorsa festa del cinema di Roma

Un affresco cinematografico del noir

In “Motherless Brooklyn” Edward Norton è Lionel Essrog un investigatore privato con la sindrome di Tourette. Edward Norton in veste sia di sceneggiatore che di regista e protagonista offre un affresco cinematografico del noir capace di non scadere mai nel banale e di organizzarsi in più strati di lettura tutti congrui fra loro. La storia è sempre quella del classico detective privato che si trova invischiato in qualcosa molto più grande di lui, un sistema corrotto fino alle radici.

Tutto parte dalla morte del suo mentore e figura paterna Frank Minna (Bruce Willis) e dall’indagine sulla sua morte. Durante il film Norton non lesina, anzi esagera a tratti, i disturbi da cui è afflitto (si contrae violentemente, tira compulsivamente i fili del suo maglione, manifesta  esplosioni vocali forti e incontrollabili e spesso gioca con le parole), ma non cade mai nel ridicolo, recitando il tutto in modo discreto e ponderato e a volte facendoci commuovere. Fondamentale da questo punto di vista è l’incontro con Michael Kenneth Williams, un musicista jazz che mette a confronto Lionel con una forma musicale che con le sue improvvisazioni e i suoi salti di registro improvvisi sembra ad un paziente afflitto da Tourette qualcosa di familiare.

Ma Lionel non è solo comportamenti eccentrici, è anche una mente capace di memorizzare intere conversazioni e di usufruire delle sue doti in modo da placare i suoi disturbi ed essere efficace nel ruolo che svolge.

La rivisitazione dei topoi del genere

Nella pellicola compaiono tutti i topoi del genere: abbiamo il villaine Moses Randolph (Alec Baldwin),  che si occupa di edilizia senza guardare in faccia a nessuno, convinto che la sua visione di una New York megalopoli sia giusta e da perseguire con ogni mezzo. Come in ogni noir che si rispetti c’è anche una “femme fatale”, Laura Rose (Gugu Mbatha-Raw), la cui misteriosa identità è uno dei temi su cui gira l’indagine. Vi è anche una strana figura che compare sullo sfondo,  Paul (Willem Dafoe) un uomo che ha un quadro ben preciso delle vie della corruzione che si stanno perseguendo nella città.

Girato da Dick Pope, il film ha un tono cromatico che ci riporta immediatamente ad un film poliziesco. Daniel Pemberton firma con grande abilità le musiche che accompagnano Lionel nelle sue indagini.

L’accuratezza visiva e musicale

 “Motherless Brooklyn” è un film le cui interpretazioni e la cui accuratezza visiva e musicale non possono che lasciare soddisfatti i sensi dello spettatore, così come le tante trame che si susseguono, seppur a tratti vanno ad essere un tanto ripetitive, portano ad una conclusione ben strutturata e con il giusto tono.

Norton adatta il romanzo di maggior successo di Lethem, ma sposta la linea temporale dagli anni 90 del prodotto letterario agli anni 50, riflettendo in modo non scontato su quell’epoca e su le sue caratteristiche, ma riuscendo a far riflettere anche sul contemporaneo.

Norton fa un lavoro ammirevole nel ricreare una atmosfera ed un mood così particolari e così coinvolgenti, sfruttando i canoni del noir , ma tirando le fila di una trama che, partendo dai fondamentali del noir, diventa originale e avvincente.