Disponibile dal 18 dicembre nelle sale italiane il nono e ultimo capitolo della saga più famosa della storia del cinema.
Le due facce del crepuscolo
Luke di fronte al calare dei soli di Tatooine. Era questa l’ immagine iconica che fungeva da cesura fra la vita giovanile e l’ inizio della vita adulta e del percorso dell’ eroe in a New Hope. L’ immagine indelebile era di un crepuscolo evocatore di una successiva rinascita. Vi è invece un’ aria crepuscolare pesante e continua nell’ episodio IX Rise of Skywalker ; un’ atmosfera che si insinua fra le vicende e i personaggi, soffocandoli a tratti, sottolineando in determinate circostanze la loro inadeguatezza ai percorsi interiori che si trovano forzatamente ad affrontare sulla falsa riga di chi li ha preceduti, così come a disagio in ambienti che ammiccano al passato, ma dei quali non sembrano effettivamente percepire la potenza scenica ed emotiva.
La morte protagonista
Mai come in questo film protagonista è la morte, la fine di un mito, dolorosa e non riconciliante, la conclusione di un’ epica talmente forte del suo passato, da non riuscire ad affrontare ad armi pari il futuro e l’inevitabile cambio generazionale. Sono i fantasmi i veri protagonisti di questo film, coloro che fanno sì che la trama progredisca, anche se non con risvolti così originali e che spesso deludono perché già visti. Non si fa riferimento solo agli spettri della forza, ma alla stessa Carrie Fisher/Leia, per concludere con il villain che si presenta come qualcosa a metà fra vita e morte, un ibrido; come tenta invano di essere ibrida e non manichea la rappresentazione dei percorsi personali dei personaggi principali.
Archetipo irragiungibile
Gli archetipi della trilogia originale sono talmente iconici e perfetti che nessun epilogo può ragionevolmente essere accettabile senza lasciare l’ amaro in bocca, ancor più poiché le new entry, Poe, Rey e Finn sono lungi dall’essere all’altezza dei loro predecessori… mancano dello spessore delle origini o ne sono una copia sbiadita, incolore. Kilo Ren è colui che avrebbe avuto più possibilità di svolta inaspettate, anche perchè frutto di un legame fra i protagonisti delle prime pellicole, ma finisce per evolvere come Darth Vader. Il ritorno di Lando è lungi dal memorabile e lascia con la necessità profonda da parte dello spettatore di vedere di più di quei personaggi ormai ridotti ad un’ ombra, di se stessi e del mito che rappresentano. Lo stesso jj Abrams sembra consapevole che nulla della nuova trilogia possa essere veramente all’altezza dell’originale, e descrive nulla di più di un mausoleo spettacolare e ricco di riferimenti al passato, ma intriso di una inevitabile aria funesta.
